ILB: Bari, nei nidi comunali arriva “Il libro come cura”: 100 educatori a lezione di lettura emotiva

Il progetto della Fondazione De Agostini porta la lettura nei nidi della città: incontri formativi gratuiti e nuova dotazione di albi illustrati

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ILB: Bari, nei nidi comunali arriva “Il libro come cura”: 100 educatori a lezione di lettura emotiva

I libri come strumento educativo e di ascolto emotivo fin dai primi mesi di vita. Su proposta dell’assessore alla Conoscenza Vito Lacoppola, la giunta comunale di Bari ha approvato l’adesione a “Il libro come cura”, l’iniziativa promossa dalla Fondazione De Agostini e rivolta ai servizi per l’infanzia 0-6 anni.

​Il progetto, già sperimentato con successo in sei grandi città italiane (Milano, Novara, Roma, Napoli, Ragusa e Palermo) per un totale di oltre 1.200 scuole e 2.400 operatori coinvolti, approda ora nel capoluogo pugliese grazie a un accordo di collaborazione della durata di 24 mesi stipulato tra la Ripartizione Politiche educative e giovanili e la Fondazione, senza alcun costo per l'amministrazione comunale.

​Formazione e nuova dotazione libraria per gli asili nido

​L'intervento si sviluppa su due direttrici principali coordinate tra loro:

  1. ​Percorso formativo qualificativo: circa 100 educatori dei nidi comunali parteciperanno a quattro incontri online tenuti da formatrici esperte. L'obiettivo è supportare gli operatori nell'utilizzo della lettura quotidiana come veicolo per far riconoscere ed elaborare ai bambini le proprie emozioni.
  2. ​Arricchimento delle strutture: la Fondazione De Agostini donerà ai nidi cittadini una fornitura dedicata di libri e albi illustrati scelti ad hoc per le attività di laboratorio.
​«Siamo felici che la Fondazione De Agostini abbia scelto Bari per questa nuova tappa – dichiara l’assessore Vito Lacoppola –. L’iniziativa risponde pienamente alle azioni del Documento Programmatico degli Stati Generali dell’Infanzia per la promozione del benessere dei più piccoli e la qualificazione dei servizi. Partiamo in via sperimentale nei nidi, con la prospettiva di estendere il percorso anche alle scuole d’infanzia».
Foto Vito La Coppola FB.