Sarà un’apertura all'insegna delle eccellenze pugliesi quella della ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo 2026. Tra i grandi nomi annunciati per la cerimonia inaugurale spiccano infatti due generazioni ed espressioni artistiche del nostro territorio: il celebre Al Bano e la nostra concittadina Serena Brancale.
Per Bari e l'intera regione, la presenza di Serena Brancale rappresenta un motivo di particolare orgoglio: un'artista capace di coniugare virtuosismo tecnico, radici popolari e un respiro pop moderno.
Le radici baresi: dal Conservatorio "Piccinni" al cinema
Cresciuta a Bari in una famiglia dove la musica è di casa — la madre Maria Sukova è musicista e docente — Serena muove i primi passi nello studio del violino prima di approdare al canto jazz. La sua formazione si consolida tra le aule del Conservatorio Niccolò Piccinni, cuore pulsante della cultura musicale cittadina.
La sua poliedricità emerge precocemente: non ancora maggiorenne, all'età di 14 anni viene notata dal regista Alessandro Piva, che la sceglie per recitare nel film Mio cognato al fianco di Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio. Una sensibilità artistica a tutto tondo che, affinata nei club e nei teatri pugliesi, l'ha condotta fino al palcoscenico di Sanremo nel 2015 tra le Nuove Proposte con il brano Galleggiare.
Il fenomeno virale e gli ultimi lavori
Negli ultimi anni Serena Brancale ha vissuto un’autentica esplosione creativa e di pubblico. Attraverso una sapiente fusione tra nu-soul, R&B, jazz e sonorità mediterranee, ha trasformato il dialetto e le espressioni tipiche baresi in un linguaggio pop universale.
I brani simbolo: Il singolo Baccalà e pezzi travolgenti come La Zia e Stu Cafè sono diventati autentici tormentoni sul web e nelle radio, capaci di collezionare milioni di riproduzioni e scalare le tendenze social.
Progetti recenti: Dalle grandi collaborazioni (come Al mio paese al fianco di Levante) fino al progetto discografico Sacro, l'artista continua a collezionare sold-out nei suoi tour, sdoganando la tradizione pugliese e restituendole un'immagine fresca, ironica e cosmopolita.
La sua esibizione alla cerimonia dei Giochi del Mediterraneo si preannuncia dunque come un tributo vibrante alla cultura pugliese, unendo il fascino della tradizione alla contemporaneità di una delle voci più autentiche del panorama musicale italiano.