Il ricordo di Igor Protti nelle parole di Sergio Fanelli: «Se ne va una bandiera indelebile e un pezzo del mio cuore» (CB)

​Il commovente omaggio della "Generale Street Band" con il brano "Gli Angeli" e lo storico coro della curva biancorossa.

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Il ricordo di Igor Protti nelle parole di Sergio Fanelli: «Se ne va una bandiera indelebile e un pezzo del mio cuore» (CB)

Il legame tra Bari e i suoi idoli calcistici più puri è un filo invisibile ma indistruttibile, capace di superare i confini del tempo e del rettangolo verde. La memoria di Igor Protti ne è la testimonianza più limpida: uno "Zar" che ha saputo farsi re nel cuore di un intero popolo, lasciando un'impronta che la città non smetterà mai di onorare.

Proprio ieri sera, questo sentimento si è trasformato in musica e commozione durante l'esibizione della "Generale Street Band", la nota cover band di Vasco Rossi fondata dall'imprenditore barese Sergio Fanelli. Un momento di rara intensità ha unito il pubblico presente in un unico, grande abbraccio ideale: Enrico Presicci, prima di interpretare le note cariche di pathos del brano "Gli Angeli", ha rotto il silenzio facendo partire lo storico coro che per anni ha fatto tremare la Curva Nord del San Nicola: «Igor Protti facci un goal».

Un tributo spontaneo e sincero, nato non solo dall'ammirazione per il capocannoniere della Serie A, ma dall'affetto profondo per l'uomo. Sergio Fanelli ha voluto affidare a queste righe il suo personalissimo e doloroso ricordo di un legame che andava ben oltre lo stadio.

«Ricordare Igor significa ricordare un mito che rimarrà nel cuore di tutti i baresi in eterno — racconta Sergio Fanelli con profonda emozione —. Per me, però, significa anche ricordare un amico. Una persona con cui, quando era a Bari, ci si incontrava regolarmente: si usciva, si andava a mangiare insieme a Mino Zapparelli, a Sabino Bartoli, Sandro Tovalieri e agli amici della cerchia più stretta. Era semplicemente bello stare insieme.

Per questo, con la sua scomparsa, non va via solo una bandiera indelebile e bellissima, ma se ne va anche un pezzo di cuore. Ci si sente tutti più vuoti. Quando perdi una persona cara, va via una parte di te, e Igor era straordinario proprio per la sua normalità e la sua bellezza d'animo. Adesso ci guarderà da lassù, ma continuerà a vivere nel mio cuore e in quello di tutta la gente che lo ha amato e apprezzato.»

Le parole di Fanelli restituiscono l'immagine fedele di un campione rimasto umile, capace di stringere legami autentici con la terra che lo aveva adottato. Un vuoto grande, quello lasciato dallo Zar, che la Bari biancorossa continuerà a colmare mantenendo vivo il suo coro e il suo ricordo, eterno come la sua storia.