Il futuro del calcio a Bari continua a consumarsi dietro le quinte, lasciando un'intera comunità nel più profondo e ingiustificato limbo calcistico. Le ultime novità istituzionali certificano una preoccupante situazione di stallo e una distanza siderale tra i vertici societari e la realtà del territorio. Alla precisa domanda su un possibile e imminente incontro con il presidente Luigi De Laurentiis, il sindaco Vito Leccese ha risposto in modo netto: «No, non credo ci sarà, per ora».
Una dichiarazione che gela le aspettative di chi sperava in un rapido chiarimento. Il primo cittadino ha tenuto a precisare il proprio ruolo, muovendosi come amministratore pubblico vincolato alle norme, specialmente in merito alla complessa gestione dello stadio e alla scadenza della concessione. Leccese, ricordando la prima dura missiva inviata dal club – definita dai toni inaccettabili poiché considerava Bari solo come un mero «asset societario» e non come un cuore pulsante – ha annunciato un sopralluogo tecnico imminente per verificare lo stato dell'impianto, tornato nella piena disponibilità del Comune.
Se la burocrazia segue il suo corso tra bandi e adempimenti per gli eventi estivi, ciò che appare intollerabile è il vuoto pneumatico in cui sono costretti a vivere i tifosi biancorossi. Bari si trova sospesa, in attesa persino di comprendere gli sviluppi di decisioni extra-campo che potrebbero ridisegnare gli scenari agonistici, ma dalla società SSC Bari continua a regnare il silenzio più assoluto.
Una mancanza di comunicazione che ferisce una piazza intera. È necessario ribadire un concetto cardine, che spesso chi gestisce i club tende a dimenticare: la squadra di calcio non appartiene esclusivamente a chi ne detiene i libri contabili o le quote azionarie. La squadra è della città. È di chi, generazione dopo generazione, soffre sui gradoni, viaggia in trasferta, spende tempo, denaro e salute per sostenere quei colori. È patrimonio genetico di una tifoseria che con passione viscerale e immutata la segue da sempre, indipendentemente dalla categoria o dalle alterne fortune aziendali. Vivere nell'incertezza totale, senza una linea strategica dichiarata e senza una voce ufficiale che spieghi quale sarà il domani del calcio barese, è una totale mancanza di rispetto verso la storia sportiva di Bari.
Come redazione di Calcio Barese, ci facciamo interpreti del sentimento comune e chiediamo con forza e fermezza che la società rompa questo silenzio. È un dovere morale ed editoriale pretendere che la dirigenza comunichi ufficialmente con la stampa e, di riflesso, dia informazioni chiare, trasparenti e definitive ai tifosi. La città non merita di essere trattata come uno spettatore passivo di dinamiche private; merita rispetto, risposte e una visione per il futuro.
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