Il verdetto finale è alle porte. Domani sera, allo stadio "Druso" di Bolzano, il Bari si giocherà l'ultima carta per restare aggrappato alla Serie B nella sfida di ritorno contro il Südtirol. Una gara che vale una categoria, ma che, a prescindere dal fischio finale, non potrà in alcun modo cancellare le ombre di un'annata tormentata.
Un progetto non decifrabile
Sia chiaro a tutti: il playout non è un traguardo, ma un'ancora di salvezza lanciata in extremis. Raggiungerlo è stato "oro colato" per come si erano messe le cose, ma resta il frutto di una gestione che definire lacunosa è un eufemismo. Se a Napoli la stessa proprietà sta dimostrando di saper costruire progetti solidi e vincenti, a Bari ci si interroga su una linea societaria difficilmente decifrabile. È complicato comprendere come una piazza di tale importanza sia finita a lottare nel fango della zona retrocessione, vittima di scelte tecniche e strutturali che hanno prodotto un risultato sportivo ai minimi termini.
Il cuore di Bari: sold-out a Bolzano
In questo scenario desolante, l'unica luce rimane quella dei tifosi. Il settore ospiti del "Druso" è già esaurito da giorni: centinaia di baresi attraverseranno l'Italia intera, da un estremo all'altro della penisola, togliendo tempo e risorse alle proprie famiglie per onorare quella maglia che altri, dentro e fuori dal campo, non hanno saputo difendere con la stessa dignità. È l’ennesima dimostrazione di un amore incondizionato verso i colori, un amore che meritava ben altra programmazione e rispetto.
La Serie B è il minimo sindacale
Qualora dovesse arrivare la salvezza, non ci sarà spazio per i caroselli. La storia di questa città parla chiaro: persino nei momenti più bui dell'autogestione della famiglia Matarrese, la dignità sportiva della categoria veniva preservata. Mantenere il Bari in Serie B è il minimo sindacale, non un successo da celebrare. In caso di retrocessione o di salvezza "per il rotto della cuffia", l'auspicio della piazza è un reset totale. Dopo una stagione così, sarebbe opportuno che tutti i protagonisti di questo disastro facessero un passo indietro, perché Bari merita trasparenza, ambizione e, soprattutto, un progetto che non sia un enigma irrisolto.
Foto SSC BARI