Esistono artisti che non si limitano a calcare il palcoscenico, ma diventano essi stessi l’architettura di una città. Nicola Pignataro è, per Bari, molto più di un attore: è il custode della nostra lingua, il volto di una comicità garbata e la memoria storica di una baresità che rischiava di sbiadire. Dopo settant’anni di carriera, il Maestro ha scelto il mese di maggio per congedarsi dal suo pubblico con un ultimo, imperdibile appuntamento.
Una vita per il teatro: l'epopea del Purgatorio
La carriera di Pignataro è un viaggio iniziato a quattordici anni e proseguito attraverso decenni di successi travolgenti. Impossibile non citare il Teatro Purgatorio, fondato nel 1974, che per cinquant'anni è stato la "casa" della commedia in vernacolo, elevando il dialetto a dignità letteraria. Insieme a icone come Mariolina De Fano, Pignataro ha portato la voce di Bari in tutto il mondo, dimostrando che il vernacolo è una lingua universale.
Il volto del cinema: da "LaCapaGira" ai grandi successi
Non solo teatro: Nicola Pignataro ha segnato profondamente anche il cinema italiano e regionale. Dagli esordi negli anni '80 con pellicole come Il Carabiniere (1981) e Pover’ammore (1982), fino alla partecipazione in film diventati veri e propri manifesti generazionali. Indimenticabile la sua interpretazione in "LaCapaGira" (1999) di Alessandro Piva, film che ha rivoluzionato il modo di raccontare Bari sul grande schermo. La sua filmografia spazia da commedie brillanti come Oggi sposi (2009) di Luca Lucini, al toccante Piripicchio - L'ultima mossa (2010), fino a pellicole più recenti come Il bacio azzurro (2015), confermando una versatilità che pochi artisti possono vantare.
"Il mio nome è Colino": l'ultimo atto
Per il suo saluto finale, Pignataro ha scelto il Teatro Forma, portando in scena lo spettacolo "Il mio nome è Colino". Non sarà solo una commedia, ma un racconto intimo tra musica e aneddoti, arricchito dalla presenza di Annalena Cardenio, Gianni Laporta, l’istrionico Giuliano Ciliberti e il Maestro Claudio Stea al pianoforte. Le date del 17, 23 e 24 maggio segnano il momento del "meritato relax", un’occasione per la città di restituire parte dell’immenso affetto ricevuto in questi settant’anni.
Il "professore" dei social: salvare la lingua dei padri
Se il sipario del teatro si chiude, resta aperta la finestra digitale dove Pignataro continua la sua missione più importante: la divulgazione del dialetto barese. Attraverso i suoi canali social, il Maestro spiega termini ormai in disuso e proverbi dimenticati. "Il dialetto è l'anticipazione della comunicazione 2.0", ama ripetere, ricordandoci che amare Bari significa innanzitutto rispettarne le radici.
L'appuntamento:
📍 Teatro Forma, Bari
📅 17 Maggio (ore 18:30) | 23 Maggio (ore 20:30) | 24 Maggio (ore 18:30)