Il calcio, a volte, è questione di cuore e sudore. Ma a Pescara, del Bari che aveva inanellato sei punti nelle ultime due gare, non è rimasta nemmeno l'ombra. In una delle sfide più sentite dalla tifoseria, contro una rivale storica, i biancorossi hanno firmato una delle prestazioni più sconcertanti della stagione. Una gara mai combattuta, un monologo abruzzese che pesa come un macigno sulla classifica e sul morale.
Scelte che scottano e approccio nullo
Ci si chiede cosa sia passato per la testa di Moreno Longo. Dopo i segnali di ripresa, il tecnico ha deciso di rimescolare le carte: fuori Cistana ed Esteves, dentro Nicolaou e Pucino. Il risultato? Una squadra slegata, senza anima e incapace di reagire. Il Pescara, che occupava l'ultimo posto in solitaria, ha banchettato sulle macerie di un Bari rimasto negli spogliatoi.
L’approccio è stato un insulto a quei tifosi che, nonostante il divieto di trasferta, avevano chiesto alla squadra sacrificio e maglia sudata prima della partenza. Invece, si è visto solo il Pescara: il 4-0 finale è persino generoso per i biancorossi.
La cronaca: un incubo lungo 90 minuti
La partita, iniziata con 15 minuti di ritardo per problemi al VAR, è stata un calvario sin dai primi minuti:
13’: Di Nardo sblocca la gara su cross di Cagnano. Difesa del Bari immobile.
38’: Raddoppio di Insigne su rigore (fallo di Mantovani su Valzania).
46’: Appena rientrati, Di Nardo sigla il 3-0 chiudendo ogni discorso.
56’: Valzania cala il poker dopo una respinta corta di Cerofolini.
Il Bari? Un tiro nello specchio solo all'89' con Moncini. Troppo poco, troppo tardi.
Classifica che scotta: vietato sbagliare con la Reggiana
Questa doveva essere la gara della svolta, l'occasione d'oro per uscire dalle sabbie mobili approfittando degli altri risultati. Invece, il Pescara si riavvicina pericolosamente e il Bari resta penultimo, con lo spettro della Serie C che torna a farsi sentire nitidamente.
Dov’è finito lo stimolo? Come si può affrontare un derby così sentito senza un briciolo di cattiveria agonistica? Sabato prossimo al San Nicola arriva la Reggiana: non ci sono più bonus, non ci sono più scuse. Servono punti, ma soprattutto serve rispetto per i colori che si indossano.
Foto SSC BARI