C’è un calcio che non viaggia sui canali satellitari, che non conosce i filtri dei procuratori e che profuma di casa. È il calcio dell’Ideale Bari, che ha colpito dritto al cuore Giosè Monno, firma di TuttoBari, protagonista di un’intervista a cuore aperto sulla nostra testata.
"È stato un ritorno al calcio di quando ero piccolo: vero, semplice, senza distanze", esordisce Monno. Il giornalista racconta di essere arrivato al campo quasi in "incognito", per osservare senza condizionamenti una realtà di cui tutti parlavano bene. Quello che ha trovato è andato oltre le aspettative.
Un Club che appartiene alla gente
Monno descrive una realtà dove la gerarchia si fonde con la passione: "Ho visto il presidente Gianfranco Sergio tra la gente a ridere e cantare come un tifoso qualunque. Lì capisci che la squadra appartiene a chi la sostiene". Non è un azionariato popolare formale, ma la sostanza è quella: partecipazione, impegno e condivisione totale.
Un impatto forte è arrivato anche dall'incontro con il DS Girone, passato dal professionismo a questa realtà: "In lui ho percepito la voglia di fare un calcio diverso, lontano dalle logiche dei procuratori, basato su sani valori".
Il contrasto con il Bari di De Laurentiis
Il racconto di Monno si fa critico quando il paragone cade inevitabilmente sulla realtà del Bari attuale: "Qui i calciatori danno tutto per la maglia, è l’esatto opposto di quello che purtroppo sta avvenendo al Bari". Tra gli spalti dell'Ideale, si costruiscono relazioni: genitori e figli, calciatori e tifosi uniti da un calcio "antico" che sembra quello di un piccolo paese, pur essendo nel cuore di Bari. "C’è persino una signora che offre i pasticcini a chi non conosce", racconta sorpreso il giornalista.
La chiacchierata con Giosè si chiude con un appello alle istituzioni locali. Monno non usa giri di parole:
"È scandaloso che tre o quattro squadre baresi debbano dividersi la stessa struttura (il Variato del quartiere Japigia - ndr). Mentre a De Laurentiis è stato steso il tappeto rosso, permettendogli per anni di non pagare il fitto dello stadio, queste piccole realtà che fanno sforzi enormi vengono ignorate."
L'appello al Comune di Bari è chiaro: dare spazi dignitosi a chi, da 12 anni, rappresenta la città con onore e pura passione sportiva.