Non ci sono più aggettivi per descrivere lo scempio a cui stiamo assistendo. La sconfitta di Carrara non è solo l’ennesimo passaggio a vuoto di una stagione nata male e proseguita peggio: è lo specchio fedele di un fallimento societario che sta trascinando il Bari nel baratro della Serie C.
I Numeri della Vergogna
La classifica oggi urla una verità che fa tremare i polsi: terzultimo posto. Siamo a soli 3 punti dall'ultimo posto in classifica. Una realtà scandalosa, inaccettabile e offensiva per una città che respira calcio e che vanta una delle tifoserie più passionali e numerose d'Italia. Vedere il Bari arrancare nei bassifondi della Serie B, ridotto a vittima sacrificale anche delle neopromosse, è un insulto alla nostra storia.
Una Proprietà Senza Risposte
Il dito non può che essere puntato verso la società. Dov’è la programmazione? Dov’è l’ambizione? Bari non è una piazza qualunque, non è un laboratorio per esperimenti o una succursale dove parcheggiare giocatori senza mordente. Questa gente, che ogni domenica macina chilometri per sostenere i colori biancorossi, merita rispetto. Invece, riceve in cambio il silenzio, l'immobilismo e una gestione che sembra aver perso completamente la bussola.
Uno Scandalo a Cielo Aperto
È scandaloso che si sia arrivati a questo punto senza una reazione decisa. Non basta più "stare zitti e lavorare", come dice Vivarini. Qui serve una sterzata che solo una proprietà forte e presente potrebbe dare, ma che al momento sembra un miraggio. La piazza di Bari non merita di lottare per non retrocedere nell'anonimato della terza serie; Bari merita palcoscenici che questa gestione, evidentemente, non è in grado di garantire.
Il tempo delle scuse è finito. Se non si ha la forza o la voglia di onorare questa maglia e questa città, si abbia almeno il coraggio di ammettere il fallimento. Perché Bari, la sua gente e la sua storia, sono molto più grandi di questa piccola, piccolissima realtà sportiva che ci stanno costringendo a guardare.