Il pareggio interno contro l’Avellino lascia l’amaro in bocca per il risultato, ma regala a Vincenzo Vivarini le prime vere risposte sul piano dell'atteggiamento. Al termine della sfida del San Nicola, valida per la 18ª giornata, il tecnico del Bari ha analizzato una prestazione che, pur con i soliti limiti tecnici, ha mostrato un’inversione di tendenza sotto il profilo del carattere.
Uno spirito ritrovato
Vivarini ha sottolineato come la squadra abbia lottato su ogni pallone, rispondendo positivamente dopo una settimana di lavoro intenso: "Abbiamo puntato tutto sulla vittoria e la squadra ha dato tutto in campo. Avevo chiesto di andare a duello e lottare, e i ragazzi lo hanno fatto. In questo momento manca ancora la qualità, ma mi interessava soprattutto lo spirito dopo le ultime prestazioni". Secondo il tecnico, ai punti il Bari avrebbe meritato qualcosa in più, avendo creato cinque o sei occasioni nitide a fronte di un Avellino che ha gestito meglio la palla ma ha impensierito poco la porta biancorossa.
I singoli: la sorpresa Manè
Tra le note liete della giornata spicca la prova del giovane Manè. "Mi è piaciuto tanto perché ha gamba, è un giocatore fresco e ha messo un bellissimo cross nel primo tempo", ha dichiarato Vivarini, rivelando anche un retroscena: il ragazzo ha chiesto il cambio fin dall'inizio della ripresa, ma l'allenatore lo ha tenuto in campo finché ha potuto per la sua capacità di attaccare la profondità. Buona anche la prova di sacrificio di Gytkjaer, rimasto sul terreno di gioco nonostante una condizione atletica non ancora ottimale.
Il fattore atletico e gli infortuni
Il calo nella ripresa resta un punto critico. Vivarini ha spiegato che i cambi sono stati quasi tutti forzati da problemi fisici o stanchezza eccessiva, impedendo alla squadra di mantenere i ritmi alti della prima frazione. L'infortunio in occasione del gol subito ha poi rovinato i piani di una vittoria che sembrava alla portata dopo il vantaggio.
Testa al mercato di gennaio
Con la sosta e il mercato alle porte, l'allenatore non si nasconde: "Ci sono diversi problemi su cui mettere le mani. A gennaio serve gente fresca e pulita mentalmente, che ci dia gioia nel giocare a calcio". L'obiettivo è trovare profili pronti, anche tra chi sta trovando meno spazio altrove, per alzare il livello qualitativo e tecnico della rosa.
La strada per la risalita è ancora lunga, ma lo spirito visto contro l’Avellino rappresenta, per Vivarini, il mattone fondamentale da cui ripartire per l'anno nuovo.
Foto SSC BARI