Bari-Catanzaro, l'allarme di Vivarini: «Senza anima e senza coraggio non si va lontano»

L'allenatore accusa: «In campo manca la cattiveria». Analisi di una squadra smarrita che ha perso la propria identità.

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Bari-Catanzaro, l'allarme di Vivarini: «Senza anima e senza coraggio non si va lontano»

Il post-partita di Bari-Catanzaro restituisce l’immagine di un tecnico, Vincenzo Vivarini, profondamente amareggiato e preoccupato. La sconfitta interna non è solo un incidente di percorso, ma il sintomo di un malessere profondo che sta attanagliando la squadra biancorossa. L'analisi dell'allenatore è lucida e non cerca scuse: il Bari visto in campo è lontano parente di quello che servirebbe per affrontare con dignità il campionato di Serie B.

​Vivarini ha messo a nudo la fragilità dei suoi uomini, sottolineando come la squadra non riesca a dare segnali di vita o a produrre reazioni concrete. Il paradosso, secondo il mister, risiede nel contrasto tra il lavoro settimanale e la domenica: se durante gli allenamenti lo spogliatoio appare compatto e volenteroso, al momento del fischio d'inizio tutto sembra bloccarsi. È venuta meno l'aggressività, è mancata la voglia di lottare su ogni pallone e, soprattutto, è mancata quella passione necessaria per strappare il risultato con le unghie e con i denti.

​Oltre all'aspetto caratteriale, pesano come macigni gli errori tecnici. Vivarini ha evidenziato come la gestione del possesso palla sia diventata un problema cronico, con troppi passaggi facili sbagliati che finiscono per consegnare il pallino del gioco agli avversari. Contro squadre che fanno del palleggio la propria forza, come il Catanzaro, regalare palloni banali significa condannarsi a una partita di sofferenza pura. Nemmeno il timido miglioramento visto nella ripresa è bastato a nascondere le lacune di una prestazione insufficiente.

​Lo sguardo di Vivarini è già rivolto al futuro immediato, con la sfida contro l'Avellino che diventa già un crocevia fondamentale. Tuttavia, il tecnico ha lanciato un monito chiaro alla società: la consapevolezza dei rischi attuali deve tradursi in interventi concreti sul mercato di gennaio. Senza rinforzi e senza un cambio di passo mentale, il pericolo di scivolare in zone di classifica ancora più oscure è purtroppo molto alto.

​Il sipario calato su Bari-Catanzaro ci consegna una verità brutale: siamo di fronte a una squadra confusa, smarrita nelle proprie insicurezze e incapace di reagire alle avversità. L’ordine tattico che Vivarini cerca faticosamente di imporre viene puntualmente polverizzato da una serie di errori individuali grossolani, figli di una tensione che paralizza le gambe e la mente.

​Ma ciò che più ferisce il tifo barese è vedere in campo giocatori senz'anima. In un campionato ostico come la Serie B, la tecnica può non bastare, ma la "cazzimma" è l'ingrediente minimo sindacale. Vedere una squadra che arriva sempre seconda sui palloni, che non aggredisce l'avversario e che subisce passivamente il ritmo altrui è inaccettabile. Se chi scende in campo non ritrova immediatamente l'orgoglio e la voglia di combattere per questa maglia, ogni discorso tattico diventerà inutile. Il tempo delle scuse è finito: serve un'anima, o il baratro sarà inevitabile.

Foto SSC BARI